MOSAICO PREMESSE

Pubblicato il da Emma Fiorentino

Storia della tecnica ed usi. Sviluppo in ambito architettonico e decorativo. Provenienza dei modelli a cui ci ispiriamo.

Dal mosaicato al mosaico. La storia del mosaico segna, insieme a quella della scultura, l'inizio della creazione artistica ad opera delle civiltà più arcaiche… Definita già nell'antica Grecia "arte musiva" (cioè delle Muse), nasce quaranta, forse cinquanta secoli fa, quattro o cinque millenni or sono, presso i Sumeri e in Egitto.

Si stima infatti che, all'incirca nel 3000 a. C. , i primi usassero ornare la malta, che rivestiva i mattoni delle edificazioni, con pietre, lapislazzuli, conchiglie e smalti a scopo protettivo.

Tre secoli dopo gli Egizi, che già conoscevano la tecnica, erano soliti decorare i sarcofagi dei faraoni con vetro, pietre preziose e dure, madreperle, a scopo ornamentale. Micene, e in seguito la città di Frigia in Turchia, testimoniano la continuità dell'uso della tecnica durante il II e I millennio a. C. La Grecia antica la utilizza già dal V secolo a. C. perfezionandone l'impiego, da puramente "edilizio", ad artistico e figurativo. Le prime superfici mosaicate di notevoli dimensioni erano utilizzate, in alternativa alla terra battuta e all'uso dei tappeti, per realizzare pavimentazioni impermeabili e scarsamente usurabili. Sempre a scopo puramente architettonico, conchiglie e ciottoli venivano impiegati per rivestire gli antri, le grotte e le fonti, (dedicate alle Ninfe e alla Muse), che decoravano ogni giardino delle ville elleniche e romane.

Nella domus patrizia pareti e pavimenti mosaicati con ciottoli di fiume, marmi di cava e altre pietre naturali, offrivano al visitatore motivi geometrici, raffigurazioni d'immagini e frasi bene auguranti appositamente studiate per accogliere gli ospiti. Lo sviluppo della pratica è talmente affinato dall'antica Roma che per la tecnica, importata grazie all'ausilio di maestranze provenienti dal mondo greco e medio orientale, si conia addirittura un termine, opus musiva.

L'opera, spesso monocromatica o in semplice chiaroscuro per via dei materiali usati, è di sicuro effetto grazie alla sperimentata perizia d'utilizzo.

I ciottoli (di fiume, di cava, di porfido o selce), sono facili da incorporare nell'intonaco anche se devono essere spaccati ad arte. Il manufatto mostrato nell'immagine è realizzato con la tecnica elementare ed i noti materiali di cui abbiamo parlato in questa breve nota.

ciottoli di cava su maltaparticolare

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